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Biodinamica&Champagne possono coesistere?

10/01/2018

"Champagne e biodinamica"! Questi sono termini che sembravano incompatibili fino a qualche anno fa.

Oggi viene proposto lo champagne biodinamico per i valori che porta con i suoi effetti sulla salute umana, sulla conservazione dell'ambiente e sull'espressione autentica del terroir. Per produrre questo champagne é necessario "fidarsi della natura". 

La coltura biodinamica è caratterizzata dall'assenza di sostanze chimiche sintetiche e dalla dinamizzazione della terra e delle viti, con preparati che sviluppano la loro naturale resistenza alle malattie. Nella biodinamica il lavoro del suolo e delle viti consente una vinificazione naturale senza l'utilizzo di sostanze "esterne" alla cantina. 

In Biodinamica il preparato 500 o Cornoletame è costituito da letame di vacca infilato nel cavo 
di un corno proveniente da una vacca che abbia partorito almeno una volta. [..] viene sotterrato per 
lasciarlo fermentare durante l'inverno. [..] recuperato nei giorni prossimi alla Pasqua[..] miscelato 
e diluito con acqua [..], con lo scopo di incrementare la resa produttiva del terreno. 
(fonte WIKIPEDIA)

 

C' è un profilassi da seguire che permette di proteggere la vite di migliorare sia la mineralizzazione del terreno che la fotosintesi grazie alle quali si ha poi la maturazione fisiologica delle bacche che crescono cosí più sane e mature pur mantenendo l'acidità necessaria per produrre champagne eccellenti e durevoli nel tempo. 

Sono champagne che devono essere prima scoperti e poi amati, prima degustati con pazienza, aspettati riprovati e poi valutati anche se...sappiamo benissimo che non é sempre facile per i "tossicodipendenti" da champagne chimici come la coca-cola!

La conversione di un vigneto tradizionale in un vigneto biologico o biodinamico è un approccio che richiede coraggio, energia e convinzioni. La certificazione organica avviene solo dopo 3 anni dall'inizio del processo di conversione quando questo è completo su tutte le vigne e sulle cuvée scelte. 3 anni fungono un pó da garante per la qualità del lavoro svolto dai viticoltori nel rispetto del regolamento disciplinare. 

Ma sappiamo benissimo che questi tre anni non sono semplici e molti abbandonano l'idea della certificazione proprio per le difficoltá tecnico/burocratiche che incontrano sulla loro strada, in vigna, in cantina o...negli uffici.

Solo i più esigenti, i più determinati arrivano alla fine del processo, producendo champagne rari per qualitá e liberi di esprimere Realmente un terroir unico al mondo, liberi di volare verso i palati piú fortunati, liberi dalle catene della chimica. Purtroppo le produzioni di questi viticoltori sono ancora troppo poche rispetto il totale ma siamo certi di una cosa: 

 

Biodinamica&Champagne possono coesistere? ----> CERTO CHE SI! Provare per credere.

 

 

Alla prossima, Mattia