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CIBO+VINO 8/100 - QUANTI VINI SERVIAMO A TAVOLA Pt2?

01/11/2018

Continuaiamo la parentesi aperta nello scorso articolo -QUANTI VINI SERVIAMO A TAVOLA?- e andiamo a vedere una delle occasioni piú desiderate dai sommelier e dagli amanti del vino: le cene/degustazioni con Tre, quattro o piú vini!

Le combinazioni possono essere molteplici ma ci limitiamo a segnare la strada piú battuta e piú conosciuta:
          si parte con una bollicina (champagne o metodo classico categorico!) valida sia come aperitivo sia con l'antipasto, proseguendo poi con un bianco fermo o un rosso fermo non troppo complessi, di pronta beva e sicuramente secchi da abbinare al primo.
          Sul secondo piatto possiamo sicuramente osare qualcosa di piú. Solitamente, soprattutto nel periodo ottobre/marzo, i secondi sono molto spesso combinazioni di selvaggina o carni molto complesse e lavorate, con contorni di stagione. Serviranno quindi vini rossi con ottima componente alcolica, complessi, tannici e piú invecchiati dei primi, come ad esempio i classici toscani e piemontesi saltando (con cognizione di causa) agli champagne altrettanto complessi e profondi: millesimati pas dosé o poco dosati di 6/10 anni, magari dei Blanc de Noirs possono sorprendere e dare soddisfazioni incredibili!
Perché?

Beh la bollicina aiuta a sgrassare la bocca mentre la struttura data dall'uva a bacca rossa vinificata in bianco (quasi sempre Pinot Noir) unita ad una lunga sosta sui lieviti e ad invecchiamenti importanti sostengono piatti molto complessi.

          Se sono previsti formaggi (erborinati o stagionati che siano) possiamo optare per un Sauterns, un vino da vendemmia tardiva che ben si sposa con la complessitá e la grassezza di tale piatto.
 
Piatti complessi e grassi ideali con Champagne Alain Bernard Blanc de Noirs Grand Cru

E' bene ricordare che ogni vino va degustato al suo ritmo e non al vostro: si riescono a bere più velocemente vini leggeri e freschi rispetto a quelli robusti. Per esempio, tre bottiglie di Lugana saranno consumate senza problema dallo stesso numero di commensali per cuì sara ampiamente sufficiente una sola bottiglia di un vino liquoroso come il Marsala stravecchio.

Uno champagne complesso, con lunghi affinamenti e invecchiamenti in bottiglia, come un Barolo d'annata o un Amarone della valpolicella non saranno certo dei vini da versare nel bicchiere e da bere d'un fiato. Vanno attesi, sorseggiati cercando di cogliere l'evoluzione che riescono ad avere minuto dopo minuto, senza nulla togliere a vini meno importanti degustati magari poco prima.

Anche perchè ricordate bene due cose: ogni vino è un attore non protagonista della serata e tutti hanno un ruolo importante per la riuscita della serata stessa. Uno champagne eccellente rischierebbe di passare in secondo piano rispetto a un vino imbevibile degustato in apertura, come aperitivo, non credi? Prova a pensare, serata eccellente, ottima compagnia, cibo fantastico e alla fine della serata il commento che risalta: << tutto perfetto, peccato solo per il vinaccio dell' aperitivo!>> 

Come seconda cosa mi raccomando, tenete sempre qualche bottiglia di riserva. Non c'è niente di piu triste di concludere la serata con il bicchiere pieno d'aria (o d' acqua)!

Alla prossima,
Mattia

​​​​​​​Fonte: L' Evoluzione del gusto a tavola di Giuseppe Vaccarini (World's Best Sommelier 1978)
 

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CIBO+VINO 7/100 - QUANTI VINI SERVIAMO A TAVOLA?
CIBO+VINO 6/100 - L' ABBINAMENTO PER CONTRAPPOSIZIONE E CONCORDANZA
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