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Franciacorta 2009 -13%
RAVARINI

Franciacorta 2009

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SKU BIOCH174

CANTINA: Ravarini​​​​​​​
ZONA: Lombardia
TERRENO: Argilloso , calcareo
CONSUMO IDEALE: 2018/2021
VITIGNO: Chardonny 100%
ALCOL: 12,5%
VINIFICAZIONE: Vasche di cemento
AFFINAMENTO: Acciaio
AROMI: Minerale , floreale
IDEALE CON: Primi piatti di pesce , secondi piatti di pesce
BOTTIGLIE PRODOTTE: 3000
​​​​​​​GIUDIZIO BIOCHAMPAGNE: 8/10

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Chardonnay in purezza, fermentato spontaneamente in vasche di cemento ed affinato in acciaio; presa di spuma con lieviti e zuccheri, permanenza di almeno 30 mesi sui lieviti, aggiunte minime di solforosa.
È un Franciacorta vinoso ed onesto, diretto e senza orpelli, rimane pur sempre di un’eleganza molto fine. A seconda dell’annata e della permanenza sui lieviti può variare per intensità e calore, ossidazioni e sentori tipici di lievito e di pane


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Gianluigi Ravarini (Gigi) è una delle rare testimonianze che dimostra come l’agricoltura e la viticoltura in Franciacorta era un’arte vissuta sia in prima persona che dalla collettività, come passione e sostegno alla famiglia.
Ufficialmente l’Azienda agricola nasce nel 1971 grazie al padre, Bortolo detto Piero (Infermiere), come mezzadro di 1,5 ettari piantati a vite. Qui vi producevano vino sfuso e qualche centinaia di bottiglie in maniera naturale, unico modo conosciuto di fare il vino. In quel periodo però pian piano iniziarono i primi movimenti imprenditoriali che cambiarono gli equilibri, fino agli anni Novanta, quando iniziò ad andar di moda il Franciacorta.
Nel 2002, dopo varie esperienze in altre cantine ed anni da conferitore di uve, prende ispirazione e coraggio dall’amico Giovanni (Gigi) Balestra ed inizia così il suo percorso di Vignaiolo Artigiano in collina, riappropriandosi dell’espressione che vuol trasmettere del suo territorio, il Vino di Monticello.
Ad oggi Gigi segue personalmente 6 ettari in maniera naturale (dal 2015 anche certificato bio) tra cui 4 a vite e 2 tra oliveto e bosco, dove ricava i pali per i sui vigneti. Crede inoltre che la piccola zona di Monticelli, che spazia da origini moreniche ed alluvionali ricche di minerali, argille, calcare, torrenti e venti, si distingua bene dal resto della Franciacorta e per esprimere al meglio queste differenze, sceglie di produrre in maniera naturale utilizzando solo acciaio e cemento.
Gigi è inoltre il primo che dichiara in etichetta tutti i prodotti utilizzati. Il suo Franciacorta, un solo vino (meno di 3000 bott./anno), fermentato spontaneamente, senza dosaggi ed integralmente figlio di un annata (aspettando minimo 30/40 mesi sui lieviti), lo ripropone in quantità limitate per altri due anni, prolungando l’affinamento ed evidenziando il carattere in evoluzione di ogni annata.
Ha piantato nel 2002 probabilmente il primo vigneto di Pinot Meunier, dove oggi cerca la sua miglior espressione con microvinificazioni tra rosati, metodo classico Blanc de Noir, Rosè.
La tradizione di famiglia lo fa continuare ad imbottigliare vini fermi, dal Chardonnay al Cabernet Franc, Merlot, Pinot Nero e Pinot Meunier.
​​​​​​​Una soddisfazione, per noi, trovare finalmente una realtà Franciacortina Artigiana che, senza paura e senza seguire regole di mercato, sperimenta liberamente territorio e vitigno sperando di trasmettere passione e cultura agricola vissuta
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