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BELLAGUARDIA


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​​​​Secondo gli antichi romani, dove c’era un castello si produceva del buon vino. Il discorso potrebbe riferirsi tranquillamente al colle dei Castelli di Montecchio Maggiore ove il liquore della vite otteneva alle Mostre diplomi e premi.
Quando Lonigo era una piccola capitale del Basso Vicentino, il principe Alberto Giovanelli, deputato al Parlamento italiano, ideò la Fiera Agricola Campionaria che poco alla volta avrebbe sostituito la celebre Fiera dei Cavalli, nota in tutta Europa e scippata da Verona.
Alla Fiera partecipavano le sorelle Strobele proprietarie della costa del monte di Montecchio. Esponevano gli asparagi, noti come quelli di Bassano e il vino battezzato come “lo champagne dei Castelli” e per questo rinomato vino ottenevano diploma e medaglia.
Per capire la questione, occorre osservare il colle che domina il paese di Montecchio. Si stacca dai Lessini e dopo Rocca Vecchia, di origine vulcanica e assolutamente improduttiva, dopo una rapida curva si volge a settentrione e si allinea al corso dell’Agno-Guà. E’ noto che a produrre un buon vino al vitigno, la durella, occorre la luce e il calore del sole. La parte rivolta a nord del colle dei Castelli, quasi sempre ombrosa, produceva il frizzante vino di primavera dei Tantero; il primato però era lasciato alla fascia meridionale, ripida ma di buona terra, che raggiungeva l’unghia rocciosa su cui si erigevano i Castelli.
 

BOTTIGLIE TOTALI: 60.000


REGIONE: Veneto


PROVINCIA: Vicenza


COMUNE: Montecchio Maggiore


TERRENO: Vulcanico


ETTARI VITATI: 6


VIGNETI: Pinot Bianco , durella , pinot nero


ETA' VIGNETI: dai 20 anni in su


ALTITUDINE VIGNETI: dai 200 ai 270 mslm


METODOLOGIA PRODUZIONE: ​​​​​​​Biologico


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